Honolulu baby

Un po’ stanco torno a casa, più col pensiero verso la nuova prova di lunedì piuttosto che su quella appena fatta. Mangio qualcosa e mi cambio lentamente, indosso le scarpe, prendo meccanicamente il cronometro e carico l’iPod. Oggi ho voglia di ascoltare musica, da tanto non lo faccio. 

I soliti incroci, il traffico dell’ora di punta, i ragazzini vicini al corso.

Le ultime luci, stiro i polpacci, mi infilo le cuffiette nelle orecchie e faccio partire. Le gambe, l’iPod, il crono. Oggi però non ho voglia di guardare regolarmente il suo display con i numeri che scorrono all’impazzata guardandoti, inutilmente, impietosi. Mi godo le ultime luci, il cumulo di neve che resiste dalla prima imbiancata di metà dicembre, il silenzio di chi passeggia solitario.

E saranno stati quei due gradi in più, il vento, il fatto di essere arrivato con la luce tenue ed essere tornato con le stelle, lo stress accumulato. Sarà stato che l’iPod, nei suoi misteriosi algoritmi shuffle, mi ha regalato, per prima, una canzone che non ascoltavo da tempo. L’Honolulu baby che ho sempre trovato più personale e meno banale di tanti pezzi del Max.

Sarò stato io, in una ventosa giornata di febbraio, con la voglia di godere ogni singolo attimo, senza pensare a quanto o a come, ma solamente ad appartenere a tutto questo, nel modo che sentivo – in quel momento – più congeniale.

Alla fine ho fermato il cronometro, per curiosità, prima di tornare. E per un attimo non ci ho creduto, leggendo un numero così basso. Andavo forte? Non me ne sono reso conto. Però andavo un gran bene, e questo conta.

 

Tags: correre, musica

Wonderful life

Zucchero – Wonderful life

Credeteci sempre, fino in fondo.

Tags: musica