Mediterraneo

Voglia di Isola.

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Senza spazio, senza tempo

In italiano lo hanno tradotto (o, meglio, ce lo hanno proposto) con il titolo di Se mi lasci, ti cancello. Fa schifo, e nulla ci possiamo fare. Quando poi un film non viene scelto per il titolo, ci si può anche passare sopra.

Una storia senza spazio e senza tempo. Una storia di chi si ritrova, in una fredda notte, a fare i conti con sé stesso, la propria storia e le proprie scelte. Attraverso la propria mente, dentro la propria mente. Una storia che parla a noi, di noi.

Messo di fronte allo schermo, vi passo due ore incollato, in silenzio. Alla fine mi chiedo cosa rimanga: un senso di paura, di eterna fuga e inseguimento. Dove sono adesso, cosa sto lasciando a me stesso di questi momenti? Sicuramente spero, un giorno, di ritrovarli. Momenti che formano me, indelebilmente. Forse.

Il peso di un ricordo. La maturità e gli anni che avanzano, lasciandoci disillusi. Eternal sunshine of the spotless mind. Gli anglofoni, sicuramente, sanno scegliere titoli migliori.

How happy is the blameless vestal’s lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray’r accepted, and each wish resign’d.
Alexander Pope

Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.

se mi lasci ti cancello

Tags: cinema, poesia