Esame è una parola che evoca difficoltà, paura, ostacolo. Liberazione, fine. Porta in faccia.

Il conto degli esami affrontati si perde ed è anche difficile capire cosa, in fondo, lo sia. Il più delle volte consiste nel presentarsi di fronte a qualcuno, che darà un risultato valido per noi, in base a criteri decisi da altri. A pensarci bene appare quasi grottesco.

Quelli con un voto, che forse servirà a qualcosa. Quelli di fronte ai quali si risulta idonei o meno. Quelli senza nessun voto e senza giudizio, a noi interpretarli. Esami che giudicano, esami che valutano, esami che decretano.

Esami esistiti ora eliminati, che ci si sente un po’ eroi noi che lo si ha affrontato, come quello di quinta elementare. Gli stessi che, quando sono raccontanti da altri, sembrano davvero inutili: non ricordo neanche se l’altro esame alla scuola elementare era alla fine del secondo o terzo anno.

Esami epici, come l’Esame di Stato. Per tutti maturità. Perchè probabilmente uno più bello non verrà mai più.

Esami universitari, dai nomi più disparati, che sei bravo se ti ricordi i nomi di tutti quelli che ti rimangono.

Esami automatici, quotidiani: in piedi sulla bilancia, perplessi di fronte allo specchio, con la risposta giusta alla domanda di chi comanda.

Ognuno, usualmente, porta con sè sigle più o meno specifiche, variopinte e variegate. Dall’EAMAG con carta, penna, lettere e numeri al TOEFL solitario di fronte al computer (e ti chiedi cosa parli a fare a un computer) fino all’RMN, di fronte alla quale credi che la ricerca scientifica di base sia la strada da seguire troppo spesso trascurata.

Esami in cui si può migliorare. Per i quali si può studiare. Per i quali studiare non serve a nulla. Che pretendono di esprimere quanto vali. Che rispondono alla domanda “come stai?”.

No, non sono preoccupato. Per domani non ci posso proprio fare nulla, se non sperare di poter raggiungere una maggiore consapevolezza di me stesso. Lo farò con tutte le mie forze. Attenderò quindi come sarà andata.

Perchè mai tutti chiedono “com’è andato l’esame”? Quasi fosse lui, questa misteriosa entità, ad entrare a piè pari nella nostra vita e deciderne le sorti. A noi due.