Adesso, nel silenzio della notte
Che ore sono? Me lo chiedo mentre, lentamente, pedalata dopo pedalata, torno a casa nel silenzio di una strana notte. Sono le tre di oggi, o le quattro di domani? Intorno il silenzio della città. Notte.
E’ un silenzio che si può, soprattutto, guardare. I pochi passanti silenziosi e frettolosi, qualche senzatetto che dorme riparato, l’auto di un vigilante ferma, le prime timide foglie verdi e, facendo attenzione, il cinguettio di qualche uccellino. I semafori che lampeggiano, i viali lunghi e deserti, la stazione che dorme. C’è anche questo, in una notte a Milano che non sappiamo a chi appartiene.
D’altronde, anche Sant’Agostino ci insegnava che il presente non lo possiamo misurare, è solo lì, attonito, a separare ciò che è venuto prima, il passato, da ciò che verrà dopo, il futuro.
Penso alla vita, a quanto sia impossibile accorgersi del senso di un istante, rendersi conto che cambi qualcosa. Vediamo solo, successivamente, una diversità, tra ciò che fu prima, e ciò che è stato dopo.
Ora sono qui, senza sapere che ore siano e a quale giorno appartenga, ma poco importa. Sono nel mio presente, che non ha date e non ha orari, separa solo ciò che sono stato, da ciò che sarò. E scrivo. Fisso questi istanti.

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domenica, 30 marzo 2008, 03:20