Durante le ultime 48 ore ho preso il treno sei volte. Solo due volte ho compiuto lo stesso tragitto.

Durante le ultime 48 ore ho camminato a lungo. Centinaia di passi, lenti, davanti a una vecchia costruzione che ricorda epoche che non ci sono più. Altri in giro, sull’asfalto della città.

Giornate intense e schiette, in cui cambia qualcosa. Si raccolgono come i frutti di qualcosa che si è coltivato nel tempo, non sapendo quando lo avremmo visto in fiore.

In tutto questo, oggi parlavo davanti a cinquanta ragazzi, riguardo come dovranno essere, davanti a cinquecento bambini. Ragazzi che, quando il ragazzo ero io, erano i bambini. E intanto, accanto a me, l’amico D., di cui ho avuto l’onore di essere un bambino.

Cosa si può chiedere di più alle stelle, quando accanto a sé si ha una persona come te, L. ?

Scriverò una mail a E.