Giornata Gratificante
7 marzo 2008. Ore 8.30. In città comincia una nuova giornata, anche se non termina mai quella precedente. Aria fredda e cielo plumbeo, lavoratori che camminano rapidi nei loro cappotti per raggiungere l’ufficio e studenti un po’ assonnati a bordo dei mezzi. Noi partiamo.
Una berlina che si muove lenta nel traffico. Circonvallazione esterna, un viale via l’altro. Abruzzi, dei Mille, Piceno, Umbria, Isonzo, Toscana, Tibaldi, Liguria. Sembra di girare l’Italia, ma si gira una città. Piazza Maggi, freccia a sinistra, sempre dritto. Via del Mare, cambia nome e diventa A7, autostrada Milano-Genova, milanoserravalle. Una striscia di asfalto che si snoda tra gli appennini, tra una casa e l’altra, curve e controcurve, la chiamano autostrada.
Io e il mio amico Eddy. Oggi feseggiamo questo primo semestre, del secondo anno accademico, della laurea triennale. En plein. Ci siamo impegnati, e gli devo anche qualcosa.
Giù fino al mare, freccia a sinistra, verso Livorno. Sestri Levante. Non c’è nessuno, il vento sferzante attraversa i capelli e riempie di iodio le narici. Focaccia sulla spiaggia circondati dai passeri. Di nuovo in macchina. Camogli. Portofino. Santa Margherita Ligure. Su e giù per le tortuose strade dove si incontrano solo spericolati furgoncini. Finché è ora di tornare.
È il mare d’inverno. Solitario e senza sole. Increspato dal vento, fragoroso nel silenzio.
Come scriveva J., ci sono giornate che non si possono scrivere. Come rispondevo a J., sono giornate che appartengono a noi, in cui noi non apparteniamo a loro.
domenica, 9 marzo 2008, 01:40




Questo blog mi fa impazzire!complimenti, le foto sono bellissime e questo intervento è….incredibilmente vero! continua così!Bacio