I EXPO !

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lunedì, 31 marzo 2008, 22:57 0 commenti
Che ore sono? Me lo chiedo mentre, lentamente, pedalata dopo pedalata, torno a casa nel silenzio di una strana notte. Sono le tre di oggi, o le quattro di domani? Intorno il silenzio della città. Notte.
E’ un silenzio che si può, soprattutto, guardare. I pochi passanti silenziosi e frettolosi, qualche senzatetto che dorme riparato, l’auto di un vigilante ferma, le prime timide foglie verdi e, facendo attenzione, il cinguettio di qualche uccellino. I semafori che lampeggiano, i viali lunghi e deserti, la stazione che dorme. C’è anche questo, in una notte a Milano che non sappiamo a chi appartiene.
D’altronde, anche Sant’Agostino ci insegnava che il presente non lo possiamo misurare, è solo lì, attonito, a separare ciò che è venuto prima, il passato, da ciò che verrà dopo, il futuro.
Penso alla vita, a quanto sia impossibile accorgersi del senso di un istante, rendersi conto che cambi qualcosa. Vediamo solo, successivamente, una diversità, tra ciò che fu prima, e ciò che è stato dopo.
Ora sono qui, senza sapere che ore siano e a quale giorno appartenga, ma poco importa. Sono nel mio presente, che non ha date e non ha orari, separa solo ciò che sono stato, da ciò che sarò. E scrivo. Fisso questi istanti.

Tags: me
domenica, 30 marzo 2008, 03:20 0 commenti
Durante le ultime 48 ore ho preso il treno sei volte. Solo due volte ho compiuto lo stesso tragitto.
Durante le ultime 48 ore ho camminato a lungo. Centinaia di passi, lenti, davanti a una vecchia costruzione che ricorda epoche che non ci sono più. Altri in giro, sull’asfalto della città.
Giornate intense e schiette, in cui cambia qualcosa. Si raccolgono come i frutti di qualcosa che si è coltivato nel tempo, non sapendo quando lo avremmo visto in fiore.
In tutto questo, oggi parlavo davanti a cinquanta ragazzi, riguardo come dovranno essere, davanti a cinquecento bambini. Ragazzi che, quando il ragazzo ero io, erano i bambini. E intanto, accanto a me, l’amico D., di cui ho avuto l’onore di essere un bambino.
Cosa si può chiedere di più alle stelle, quando accanto a sé si ha una persona come te, L. ?
Scriverò una mail a E.
sabato, 29 marzo 2008, 00:41 0 commenti
Chi non ha mai desiderato, almeno una volta, provare l’ebbrezza di guidare la metropolitana?
Per tutti coloro che vi si vogliono cimentare ecco un simpatico giochino, sicuramente difficile, che vi metterà alla prova. Ho raggiunto un discreto punteggio (qualche frenata lunga, una decina di secondi sopra il limite e un minuto di ritardo), chi farà meglio?
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Tags: divertimento, milano, web
giovedì, 27 marzo 2008, 00:03 0 commenti
martedì, 25 marzo 2008, 15:49 0 commenti